La partenza con il ritorno
La vita è un cerchio, amico mio, ma non è mai perfetto.
Si comincia con il fiato corto, pieni di un’ignoranza santa,
di una fame che graffia le ossa.
Sogni di divorare il mondo,
e poi ti accorgi che il mondo ti sta mangiando.
Un morso alla volta.
I sogni? Ah, i sogni…
Si consumano, li lasci al bordo della strada,
o peggio, li guardi morire nel tuo salotto
mentre fingi di non averli mai conosciuti.
Smetti di sognare, e sei solo un corpo che respira.
Un cane randagio senza fame.
Ma sai cosa? Non conta dove inizi.
Non conta dove finisci.
È il mezzo, quel maledetto mezzo,
che ti tiene vivo.
Quelle notti folli, ubriaco di passione e incoscienza,
quei baci dati come se fossero l’ultimo respiro,
le risate così forti da farti pensare
che Dio esiste solo quando ridi.
C’è un punto di partenza e un punto di arrivo.
E nel mezzo, c’è il caos.
La bellezza sporca.
L’amore che brucia e brucia e brucia,
fino a quando non sei cenere,
e le pulsioni diventano un grido nella notte.
Non smettere di sognare, dannazione.
Non smettere di bruciare.
Altrimenti arrivi al ritorno
e trovi solo un vecchio
che guarda un cerchio vuoto,
chiedendosi dove diavolo ha sbagliato.
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