Antiche Letture


Era una sensazione strana, come se solo ora riuscisse a rendersi conto di quanto il vivere fosse sfuggente, distante, come una realtà che non appartiene davvero. In tutti quegli anni l’avevano chiamato “dovere,” “rispetto,” quasi fossero maschere di pietra. Eppure, dentro di sé, sapeva che c’era solo amore, un amore assoluto e divorante, che non lasciava spazio per altro, nemmeno per riceverne in cambio. Era così che si era sempre sentito: amando senza riserve, senza mai aspettarsi di essere amato a sua volta.

Aveva dato tutto. Non aveva mai risparmiato energie, consumando il tempo che gli era stato concesso, dedicandolo a insegnare ciò che conosceva, ciò che sentiva fosse giusto, quasi come una missione. Aveva provato a essere migliore, a dare più di quanto la vita avesse dato a lui. E ora, di fronte allo specchio, con una strana malinconia che gli serrava il cuore, si rendeva conto che nessun riflesso gli restituiva quello che cercava.

Niente luce, se non quella che brillava negli occhi di chi lo guardava. Solo lì trovava un riflesso di qualcosa, come una scintilla lontana, una fiamma custodita altrove. Il percorso era stato lungo, tutto in salita, scandito da passi costanti e da marce faticose. Sempre alla ricerca di qualcosa che, fino a quel momento, non aveva nemmeno saputo di aver perduto. E ora che l’aveva riscoperta, quella verità celata, si accorgeva di non avere più la forza per credere di nuovo, per aggrapparsi ancora una volta ai suoi sogni.

Come poteva, in fondo, essere così egoista da pensare solo a se stesso? Alcuni sogni non svaniscono, si disse. Aveva solo scelto di chiuderli in un cassetto, lasciandoli lì per troppo tempo, ma mai dimenticandoli del tutto.




 

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