" Alfie "
Alfie è arrivato nella mia vita senza preavviso, come certe piogge estive che ti sorprendono all’improvviso, lasciandoti immobile a pensare. Un bastardo, dicono, ma con un’anima di razza. Non è solo un cane, Alfie. È una presenza che sa ascoltare, che capisce senza bisogno di parole, che ti guarda e sembra parlare con quegli occhi lucidi di saggezza antica. Alfie non è un semplice animale, è un compagno, un custode silenzioso che ti segue nei passi e nei pensieri, pronto a dare tutto quello che ha, senza chiedere mai nulla in cambio.
La sua dedizione è naturale, istintiva. Protegge la sua famiglia ogni giorno, con gesti che sembrano banali e invece sono straordinari: un corpo sempre vigile accanto alla porta, una carezza data con il muso, una fedeltà che non conosce incrinature. Alfie non tradisce, non sa cosa significhi farlo. Alfie dona, e dona sempre.
Era uno sbaglio, dicono. Una coincidenza, un caso. Ma il caso, spesso, ha mani delicate, sa scegliere per noi meglio di quanto noi sappiamo fare. Alfie è entrato nella mia vita così, senza chiedere permesso, e io – forse per un anticipo di vecchiaia o per una strana debolezza del cuore – ho lasciato che mi conquistasse. Ogni giorno, mi regala amore, quel tipo di amore che non conosce egoismi né condizioni. E so che, quando sarà il momento, quando la sua stanchezza si farà insopportabile, sarò io a dover fare il dono più difficile: lasciarlo andare.
Ma fino ad allora, Alfie sarà qui. Non è un infame, Alfie. È il mio cane. E questo basta.
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