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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

" Alfie "

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" Meglio la zampa di un cane, che la mano di un infame " Alfie è arrivato nella mia vita senza preavviso, come certe piogge estive che ti sorprendono all’improvviso, lasciandoti immobile a pensare. Un bastardo, dicono, ma con un’anima di razza. Non è solo un cane, Alfie. È una presenza che sa ascoltare, che capisce senza bisogno di parole, che ti guarda e sembra parlare con quegli occhi lucidi di saggezza antica. Alfie non è un semplice animale, è un compagno, un custode silenzioso che ti segue nei passi e nei pensieri, pronto a dare tutto quello che ha, senza chiedere mai nulla in cambio. La sua dedizione è naturale, istintiva. Protegge la sua famiglia ogni giorno, con gesti che sembrano banali e invece sono straordinari: un corpo sempre vigile accanto alla porta, una carezza data con il muso, una fedeltà che non conosce incrinature. Alfie non tradisce, non sa cosa significhi farlo. Alfie dona, e dona sempre. Era uno sbaglio, dicono. Una coincidenza, un caso. Ma il caso, spe...

" Promesse "

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Mi ero promesso di smettere di scavare buche in cerca di verità, ma tu sei la fottuta eccezione. Sempre. Mi avevi giurato qualcosa, ricordi? Ho tirato fuori il mio sporco segreto, l’ho messo lì davanti a te, come un cane che lascia l’osso, sperando di capirci qualcosa, di trovare un senso. Ma oggi basta. Niente senso. Nessun perché. Solo fatti nudi e crudi. E i sentimenti? Calpestati, come mozziconi sul marciapiede. Siamo solo quello che siamo. Niente di più, niente di meno.  

" Legno e grafite "

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Scelgo la matita perché lascia il segno, ma non per sempre. È un buon compromesso, sai? Scrivere senza paura di sbagliare. Non cerco gloria, né fortune da copertina. Mi accontento di scavare tra i ricordi, tirare fuori quelli che contano e cancellare il resto. Non c’è bisogno di tenersi addosso tutta la zavorra, la memoria non è un magazzino infinito. Lo spazio libero serve, serve per nuove storie, per quel brivido bastardo che ti prende quando sai che qualcosa sta per succedere. Io voglio esserci, cazzo. Voglio sentirlo, viverlo e poi metterlo su carta, perché raccontare è un’ossessione che non mi lascia dormire. È come viaggiare nel tempo senza biglietto di ritorno, mescolando passato, presente e futuro in un solo dannato attimo che ti consuma. E a volte ti ritrovi a coprirti la faccia, non per vergogna, ma per quei rimorsi che ancora graffiano dentro. Non sono uno da lacrime facili, ma so bene cosa vuol dire farsi stendere da un’emozione. E non c’è nulla che si possa comprare per ri...

Fragile e Instabile

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Vulnerabile di fronte alla forza inarrestabile delle avversità, ho sempre cercato di resistere. Resistere alle burrasche, a quel vento che non avvisa, a quelle onde che inghiottono. La vita non concede tregua, risponde, sempre, a ogni tua scelta, come un’eco crudele che torna indietro, più forte. Eppure mi ha salvato l’amore. Ma non un amore docile, no. Mi ha salvato l’amore che morde, che brucia, che spacca. Quell’amore che un padre trattiene, che non sa come liberare, come donare senza paura. Non ho mai chiesto comprensione. E meno ancora lacrime. Le lacrime sono inutili, pesano sul vuoto senza riempirlo. Ho fatto ciò che era giusto fare, senza aspettarmi redenzione, senza aspettarmi nulla. Ho vissuto tutto, con ogni fibra del corpo, sulla pelle, nei silenzi, nelle ferite. E ciò che ho fatto, l’ho fatto per amore. Solo per amore.  

Nei tuoi occhi

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  C’è tutta la dannata storia di noi due nei tuoi occhi. Crudele, folle, e senza perdono. È sempre iniziato con i tuoi occhi. Non hai mai avuto bisogno di parlare. E bastava uno sguardo perché io mi perdessi a sputare parole come un ubriaco, affogato nei miei trent'anni, nei nostri anni migliori, quegli anni fatti di risate, pugni al cuore, e il desiderio di scappare, ma mai troppo lontano da te. C’era un’intera vita lì, nei tuoi occhi, e io? Io non sono mai riuscito a guardare altrove.

La partenza con il ritorno

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 La vita è un cerchio, amico mio, ma non è mai perfetto. Si comincia con il fiato corto, pieni di un’ignoranza santa, di una fame che graffia le ossa. Sogni di divorare il mondo, e poi ti accorgi che il mondo ti sta mangiando. Un morso alla volta. I sogni? Ah, i sogni… Si consumano, li lasci al bordo della strada, o peggio, li guardi morire nel tuo salotto mentre fingi di non averli mai conosciuti. Smetti di sognare, e sei solo un corpo che respira. Un cane randagio senza fame. Ma sai cosa? Non conta dove inizi. Non conta dove finisci. È il mezzo, quel maledetto mezzo, che ti tiene vivo. Quelle notti folli, ubriaco di passione e incoscienza, quei baci dati come se fossero l’ultimo respiro, le risate così forti da farti pensare che Dio esiste solo quando ridi. C’è un punto di partenza e un punto di arrivo. E nel mezzo, c’è il caos. La bellezza sporca. L’amore che brucia e brucia e brucia, fino a quando non sei cenere, e le pulsioni diventano un grido nella notte. Non smettere di sog...

Natale 2024

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Non lo riconosco, questo Natale. E nemmeno mi riconosco in lui. Il tempo lo ha preso per la gola e l’ha truccato, lo ha gonfiato di luci finte, di sorrisi di plastica, di vetrine che gridano “compra o muori”. Ha cancellato quello che eravamo, ha risucchiato la nostra cultura e l’ha sputata nei discount. Le nuove generazioni ci sguazzano, immerse fino al collo in questa melma di Merry Christmas e jingle fatti per vendere. Ma Merry Christmas a chi, poi? È solo un altro slogan, un’altra mano di vernice rossa e bianca firmata Coca-Cola. Un Natale in lattina. Un tempo c’era un calore, un odore di cose vere: la legna che ardeva, il pane spezzato, i volti attorno al tavolo. Adesso c’è lo sguardo vuoto di chi scarta regali costosi per postare foto sui social. Il Natale era condivisione, sì, ma di tempo, di parole, di carezze. Ora è una sfilata di pacchetti e paillettes, una corsa a chi ostenta di più, senza neanche fermarsi a capire dove si sta andando. Non è più una festa. È un circo, è un’or...

Ostia: Bellezza dimenticata tra degrado e indifferenza.

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 Ostia, per chi ci è nato, vissuto e ci vive ancora, non è solo un luogo: è casa, memoria, radici. È quella terra di mare e storia che un tempo si chiamava “la perla del litorale romano”, dove il sole e le onde abbracciavano un senso di appartenenza. Ma oggi, a guardarla, fa male. Fa male immaginarsi altrove, certo, ma anche restare, vedendola trasformarsi in un paesaggio sempre più lontano da quello di un tempo. I racconti delle passeggiate sul lungomare, delle spiagge affollate di famiglie e delle serate nei bar storici riecheggiano come ricordi di un’altra era. Oggi Ostia sembra soffocare sotto il peso della sporcizia, del degrado e di una criminalità che monopolizza le cronache locali. Non è solo una ferita visibile: è un colpo al cuore per chi ama questa città e assiste impotente alla sua trasformazione. Una bellezza che si consuma Il problema non è solo esterno, non è solo una narrazione mediatica che appiattisce la realtà riducendo Ostia a una “Scampia di Roma” o a uno “Zen ...

Antiche Letture

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Era una sensazione strana, come se solo ora riuscisse a rendersi conto di quanto il vivere fosse sfuggente, distante, come una realtà che non appartiene davvero. In tutti quegli anni l’avevano chiamato “dovere,” “rispetto,” quasi fossero maschere di pietra. Eppure, dentro di sé, sapeva che c’era solo amore, un amore assoluto e divorante, che non lasciava spazio per altro, nemmeno per riceverne in cambio. Era così che si era sempre sentito: amando senza riserve, senza mai aspettarsi di essere amato a sua volta. Aveva dato tutto. Non aveva mai risparmiato energie, consumando il tempo che gli era stato concesso, dedicandolo a insegnare ciò che conosceva, ciò che sentiva fosse giusto, quasi come una missione. Aveva provato a essere migliore, a dare più di quanto la vita avesse dato a lui. E ora, di fronte allo specchio, con una strana malinconia che gli serrava il cuore, si rendeva conto che nessun riflesso gli restituiva quello che cercava. Niente luce, se non quella che brillava negli oc...

" Trascorrere"

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Quando ti specchi nella desolazione dei tuoi pensieri, ritrovi quel maledetto orizzonte che credevi sepolto.Cè troppa rabbia e confusione nel passato, un caos che non si può ripulire.per mettere ordine servirebbe altro vita, e poi ancora ancora, come se una sola non bastasse mai. Trascorre il tempo come un sedia abbandonata, di fronte al mare e alla sua eterna indifferenza. Un vuoto che riempie l'orizzonte, come se ogni onda portasse via qualcosa, lasciando dietro solo sabbia e silenzio.