Ostia 1 Marzo 2025
" Sono diventato uomo nel posto sbagliato "
Ho cinquantasette anni e l’arte mi ha tradito. O forse sono stato io a tradirla. Non so dire se sia stata la paura, la necessità, la cieca fiducia nell’illusione che il mondo potesse essere casa mia. Sono diventato uomo nel posto sbagliato, ma nel momento giusto.
Perché il momento giusto arriva quando non puoi più permetterti di fuggire. La giovinezza non è un privilegio, è un alibi. Poi, un giorno, ti trovi davanti allo specchio, riconosci il taglio della mascella appesantito, le palpebre che hanno smesso di brillare, le mani abituate alla fatica, e capisci che ormai sei solo il risultato delle tue scelte. E non c’è più spazio per la nostalgia, solo per il dovere. Il dovere di restare e di accettare.
Mi chiedo spesso cosa sarebbe stato di me altrove. Forse una carriera più limpida, un pubblico più vasto, un riconoscimento più equo. O forse sarei rimasto comunque questo: un uomo che dipinge, scrive, scolpisce non per dire qualcosa, ma per non morire soffocato dal non detto. Però, qui, i miei quadri si accumulano nelle stanze come oggetti smarriti, parlano a nessuno, aspettano mani che non arriveranno mai. Eppure, ogni giorno, mi alzo e continuo. Non ho più bisogno di sperare, ma di fare.
La mia condanna è questa: sono rimasto fedele a me stesso e il mondo mi ha voltato le spalle. Ma forse, nel suo essere sbagliato, questo posto è anche l’unico in cui posso esistere fino in fondo. A questo punto della vita non ho più diritto alla fuga, ho solo il dovere di essere l’uomo che ho scelto di diventare.
Commenti
Posta un commento