INCRESPATURE
30 marzo
Gli enigmi riaffiorano come cicatrici che credevo chiuse. Le increspature dell’anima si riaffacciano buie e tempestose, e tutto sembra sgretolarsi in un’eco di cose già vissute, già dimenticate, già tornate. C’è troppa confusione in questa innaturale apatia, un silenzio che sa di sigarette spente a metà e finestre chiuse da troppo tempo.
Ho dormito poco ieri. Oggi le mani tremano e la testa pesa come un pugno di ferro. Le strade fuori sembrano lontane, i clacson suonano in un’altra vita. Ho provato a scrivere qualcosa di decente, ma le parole si piegano su se stesse, si trascinano stanche come me.
Il mondo continua a girare con la sua prepotenza inutile, e io resto qui, inchiodato a questo buco di stanza, aspettando che qualcosa cambi o che almeno si spenga questa fottuta luce al neon che mi trapana il cervello. Forse uscirò più tardi, forse no. Forse resterò qui ad ascoltare i miei fantasmi, a lasciarmi ingoiare da questa notte che sembra non finire mai.

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