Non sai più Dove Vai
Viviamo in un mondo che si sgretola sotto il peso delle sue stesse brutture, un mondo che si contorce e si ribella, ma senza mai trovare pace. Lo spettacolo della rovina è ovunque: nelle strade sventrate, nei volti induriti dalla disperazione, nelle mani sporche di chi accetta il compromesso come unica forma di sopravvivenza. Ogni gesto, ogni sguardo sembra piegato, abbattuto, ridotto a una parodia di ciò che avrebbe potuto essere.
E noi, fragili spettatori, incapaci di difenderci da questo assalto di degrado e ingiustizia. Ci illudiamo di poter opporre resistenza, di poter erigere barricate contro il marciume che avanza, ma la verità è che la nostra unica difesa è quel gesto ridicolo e disperato: alzare una mano davanti agli occhi, oscurare la vista, sperare che tutto passi senza lasciare segni.
Ma il male, la corruzione, la sconfitta non si fermano. Si insinuano nelle crepe, nelle pieghe dell’esistenza, e ci inghiottono lentamente, mentre noi restiamo immobili, mani sugli occhi, convinti che chiudere la vista sia un atto di coraggio. Eppure, dietro quella mano tremante, il mondo continua a bruciare. I visi si sfigurano, le anime si consumano. Non c’è scampo, non c’è redenzione. Solo l’illusione di poter vivere senza vedere, di poter esistere senza affrontare l’orrore che ci circonda.
E così rimaniamo, ciechi volontari in un mondo che si disfa, prigionieri della nostra debolezza, convinti che la verità, se solo potessimo guardarla in faccia, ci ucciderebbe all’istante.
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