“L’arte di sopravvivere e’ un avventura che non finisce mai”
I sogni passati scivolavano come ombre sulle pareti, riflessi sbiaditi di ciò che era stato. Non c’era più luce, solo il ricordo di un bagliore lontano, come un fuoco ormai spento. Si camminava tra le nebbie di quelle immagini, cercando un senso, un appiglio, ma tutto si dissolveva al tocco.
L’arte di sopravvivere era tutta lì. Non si trattava di forza o coraggio, ma di resistenza contro il vuoto, contro l’eco di ciò che si era perso. Ogni passo tra i sogni infranti era una sfida. Ma c’era ancora una scintilla, qualcosa che vibrava sotto quella superficie stanca. La rivoluzione. Non era un ricordo, ma una promessa, una speranza che non si lasciava spegnere. Anche tra quei riflessi sfumati, si intuiva un futuro diverso. Finché si camminava, finché si credeva, l’avventura non finiva. E con essa, la rivoluzione.
L’arte di sopravvivere era tutta lì. Non si trattava di forza o coraggio, ma di resistenza contro il vuoto, contro l’eco di ciò che si era perso. Ogni passo tra i sogni infranti era una sfida. Ma c’era ancora una scintilla, qualcosa che vibrava sotto quella superficie stanca. La rivoluzione. Non era un ricordo, ma una promessa, una speranza che non si lasciava spegnere. Anche tra quei riflessi sfumati, si intuiva un futuro diverso. Finché si camminava, finché si credeva, l’avventura non finiva. E con essa, la rivoluzione.
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