Ostia Siamo Noi
"Centinaia di ettari di verde in cenere, un campeggio evacuato, decine di cavalli morti carbonizzati, abitazioni incendiate, diversi senzatetto, strade chiuse per ore e una ventina di intossicati. Apocalisse di fuoco e fumo ieri a Ostia dove plotoni di uomini hanno combattuto per tutto il giorno una dura battaglia contro la barbarie di qualche piromane"
C’è chi passa.
C’è chi aspetta.
C’è chi, per qualche minuto, sembra appartenere completamente a una panchina, a un’ombra, a un pezzo di città.
Due fotografie.
Una piccola storia incontrata per strada.
Ostia Tifa Ostia
La cerchi?
L'hai preparata?
Nel modo più assoluto, no.
Non sai chi sia. Va per i fatti suoi, in perfetto stile Easy Rider.
Un biker a Ostia.
Sullo sfondo, “Ostia tifa Ostia”.
Vai veloce — si fa per dire, io sono in bici — e lo incroci al semaforo.
L'occhio, però, vuole sempre la sua scena.
E questa sembra davvero una scena da film.
Forse è proprio questa l'introduzione perfetta per Ostia Siamo Noi.
Non avevo mai osato tanto.
Un saluto da biker, anche se sono in bicicletta, e non posso fare a meno di pensare che devo fotografarlo.
Ma non sono ancora pronto.
Mi torna in mente il precedente con la pattuglia della Polizia e, questa volta, faccio la cosa più semplice: chiedo con educazione se posso scattare una foto.
Ed è lì che nasce la magia.
In mezzo al poco traffico — credo fosse un sabato mattina dei primi di luglio — quell'incrocio diventa improvvisamente il set perfetto.
Lui si mette in posa.
Io scatto.
E senza saperlo mi regala esattamente quello che stavo cercando.
Una fotografia che non avevo preparato.
Una persona che non conosco.
Un istante che sarebbe potuto passare senza lasciare nulla.
E invece è rimasto.
Forse Ostia Siamo Noi comincia proprio così.
Dalle persone che incontri per caso.
Dalla libertà di fermarsi.
Dal coraggio, qualche volta, di chiedere.
E da qualcuno che, per pochi secondi, decide di stare al gioco.
Grazie, LUI.
Chiunque tu sia.
OSTIA SIAMO NOI.
Liane avvolgono tralicci del sonno."
Il bene di Ostia nasce anche dalla consapevolezza che bisogna trovare un equilibrio.
Non possiamo distruggere tutto e ricominciare ogni volta da zero, sperando che il passato non torni ad affacciarsi.
Il passato torna sempre.
La questione è cosa decidiamo di farne.
Cemento.
Liane.
Pineta.
Mare.
Ostia possiede già una struttura naturale, una propria identità. Non dobbiamo inventarne un'altra.
Dobbiamo riconquistare quella che abbiamo.
Qualcuno lascia un messaggio.
Qualcun altro passa.
Quasi tutti continuano a camminare.
Uno si ferma.
Scatta una fotografia.
E da quel momento quel pezzo di quotidianità non è più soltanto un muro.
È diventato una storia.
" Ostia ferragosto 2026 "
La mattina si fa presto, con il pretesto di catturare Ostia all’alba. Centro, Levante, Ponente. 00121, 00122 e poi... io non lo so , i sogni fanno la realtà dando un senso alle proprie radici, alla propria storia.
Vogliono scrivere tutto e nessuno conosce più il proprio diritto.
Per questo motivo nasce l’idea, l’hashtag #OstiaSiamoNoi.
Perché sono stanco di vedere Ostia raccontata sempre dagli altri.
Stanco di vederla descritta soltanto attraverso quello che non funziona, attraverso il degrado, la cronaca, le promesse, le polemiche, le fotografie scattate per dimostrare qualcosa.
Come se Ostia fosse sempre un problema da spiegare.
E invece Ostia è prima di tutto un luogo vissuto.
È di chi ci nasce, di chi ci cresce, di chi arriva, di chi resta e anche di chi se ne va continuando però a portarsela dietro.
È fatta di Centro, Levante, Ponente.
Di 00121, 00122 e di tutte quelle strade che non entrano quasi mai nel racconto ufficiale.
È il mare, certo.
Ma è anche quello che succede prima di arrivare al mare.
Le macchine parcheggiate, i muri, i cancelli, gli stabilimenti, le serrande, le case, i marciapiedi, le persone che iniziano a lavorare quando ancora la città dorme.
La mattina si fa presto, con il pretesto di catturare Ostia all’alba.
Poi cominci a guardare.
E ti accorgi che quello che stai fotografando non è soltanto un posto.
Stai fotografando una parte della tua storia.
Forse è proprio da qui che nasce #OstiaSiamoNoi.
Non dalla volontà di raccontare un’Ostia più bella di quella che è.
E nemmeno dal desiderio di nascondere quello che non va.
Al contrario.
Nasce dalla voglia di guardarla tutta.
Senza scegliere prima cosa dobbiamo vedere.
Perché una città appartiene anche allo sguardo di chi la vive.
E prima di lasciare che siano sempre gli altri a dirci che cos’è Ostia, forse dovremmo tornare a raccontarla noi.
Con le nostre fotografie.
Con le nostre storie.
Con i nostri ricordi.
Con quello che amiamo e con quello che non sopportiamo più.
#OstiaSiamoNoi.
"Ostia non è soltanto il mare."
È una strada che corre parallela alla costa.
È un muro consumato, una serranda abbassata, un vecchio stabilimento, un'insegna che resiste.
È il traffico che passa davanti a luoghi immobili da decenni.
Camminando lungo il litorale si incontrano nomi, edifici e frammenti di una storia che continua a convivere con il presente.
Queste fotografie non vogliono raccontare l'Ostia da cartolina.
Raccontano quella che si incontra andando avanti, lentamente, guardando ai lati della strada.
Un territorio fatto di contrasti, memoria e quotidianità.
Ostia siamo noi.



























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