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Visualizzazione dei post da gennaio, 2025

Il Madonnaro

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 17 gennaio 2025 Il madonnaro: un mestiere itinerante, quasi un circense, tra l’altro un nobile mestiere! Oggi, mentre camminavo lungo una strada di ciottoli che sembrava prendersi gioco del mio passo incerto, ho visto un madonnaro. Un uomo chino, curvo come un arco, con le dita imbrattate di gesso e il cuore appeso alla polvere colorata. Era lì, a tratteggiare con pazienza una bellezza che non gli sarebbe mai appartenuta. La Madonna sotto le sue mani si faceva viva, come se il selciato stesso respirasse il suo lavoro. Ma non era solo il suo talento a colpirmi, quanto la sua dedizione. C’era qualcosa di nobile in quel continuo dare, senza mai chiedere. Si offriva al mondo con il suo gesto, un dono effimero che la pioggia o un passante distratto avrebbero potuto spazzare via. Mi sono fermato a guardarlo, come se avessi bisogno di capire cosa c’è in una vita che non chiede nulla in cambio. E poi, il pensiero è arrivato improvviso, quasi brutale: io non sono mai stato come lui. Ho pre...

15 gennaio 2025

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 Forme e Materia Ci sono scatti che non sono solo scatti. Sono ferite. Piccoli tagli nel tessuto del tempo, cuciti con un clic distratto. Rimangono lì, immutabili, a galleggiare come relitti in un mare di pixel. Uno scatto non ti parla subito. Non ha quella gentilezza. Ti osserva in silenzio, aspetta che tu lo afferri, che lo tormenti con uno sguardo nuovo. Aspetta che arrivi il tuo giorno. E oggi è quel giorno. Oggi lo spazio infinito si accorcia, si piega, si stringe in un pugno. Prendo quelle immagini e ci gioco, ma non per divertimento. C’è un’urgenza sottile, qualcosa che pulsa dietro le linee, nei contorni spezzati, nella luce che tenta di scappare dalle ombre. Aggiungo un filtro digitale, ma non è mai solo un filtro. È come stratificare la pelle, rimettere insieme i pezzi, reinventare il volto di qualcosa che era morto prima ancora di nascere. Lo faccio senza rispetto, ma con amore. Mi immagino con una tela davanti, le mani sporche di colori, l’odore di trementina a pungermi...

12 Gennaio 2025

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Le impalcature di una vita Ogni giorno lo stesso sali e scendi. La vita è una fottuta impalcatura. Sempre lì, in costruzione, come se un domani potesse essere tutto perfetto, ma domani non arriva mai, perché non è mica previsto che arrivi. È una truffa, una dannata illusione di ferro arrugginito e tavole mezze marce che scricchiolano sotto i piedi. Eppure ci sali lo stesso, ogni volta che pensi di poter scoprire cosa c’è oltre, o chi sei davvero. Si comincia sempre dal basso. Dalla polvere. Da una scala sghemba che sembra reggersi a malapena. All’inizio hai fiducia. Pensi che, un passo alla volta, ce la farai. Salirai fino in cima e vedrai il panorama, quello che tutti raccontano. Ma il panorama, spesso, non esiste. È un miraggio che cambia forma appena allunghi la mano. Ti lasci ingannare, un’altra volta, perché in fondo non hai scelta. E così sali. E cadi. E sali di nuovo. Ogni trave che aggiungi ha il sapore della scoperta, ma pesa come il piombo delle delusioni che ti porti addosso...