Viviamo in un mondo che si sgretola sotto il peso delle sue stesse brutture, un mondo che si contorce e si ribella, ma senza mai trovare pace. Lo spettacolo della rovina è ovunque: nelle strade sventrate, nei volti induriti dalla disperazione, nelle mani sporche di chi accetta il compromesso come unica forma di sopravvivenza. Ogni gesto, ogni sguardo sembra piegato, abbattuto, ridotto a una parodia di ciò che avrebbe potuto essere. E noi, fragili spettatori, incapaci di difenderci da questo assalto di degrado e ingiustizia. Ci illudiamo di poter opporre resistenza, di poter erigere barricate contro il marciume che avanza, ma la verità è che la nostra unica difesa è quel gesto ridicolo e disperato: alzare una mano davanti agli occhi, oscurare la vista, sperare che tutto passi senza lasciare segni. Ma il male, la corruzione, la sconfitta non si fermano. Si insinuano nelle crepe, nelle pieghe dell’esistenza, e ci inghiottono lentamente, mentre noi restiamo immobili, mani sugli occhi, conv...